STORIE DI COACHING

“La mappa del mondo di ogni persona è unica come la sua impronta digitale. Non esistono due persone simili... Non esistono due persone che capiscono la stessa sentenza nello stesso modo... Perciò, nel trattare con le persone, non cercare di adattare loro al tuo concetto di ciò che loro dovrebbero essere."

Milton Erickson

Http://www.storiedicoaching.com

Caro ■■■■■■■■■■,

so bene che non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro alla nostra conversazione.

Ma la questione “io, il mio obiettivo, gli oppositori inaspettati” è un tema aperto per chiunque abbia deciso di cambiare qualcosa nella propria vita. E so che le parole che ci siamo scambiati io e te potrebbero essere utili anche ad altre persone.

La delusione più grande, come dicevi anche tu, viene proprio dalle persone che ci sembrano più vicine (vedere anche alla voce: allargare le aspettative invece di limitarsi ad una sola).

L’errore (involontario) che hai fatto tu (come tutti noi che ci siamo passati) è stato quello di dare per scontato che le tue scelte sarebbero state appoggiate anche dagli altri, in automatico. (continua)

Io ti dico che “ritorni al passato” quando prendi il tuo passato come modello per il tuo futuro. 

Quando dici, per esempio, “ero così… voglio tornare così…”

Su questo argomento ti sgrido e ti sgriderò sempre. 

Puoi e devi essere meglio.

Lunedì. Si ricomincia. Ritorni a lavoro. Arretrati su arretrati, scadenze da rispettare, clienti da incontrare, problemi da risolvere. Tutta una serie di vincoli che ti obbligano. Non puoi fare diversamente perché ci sono in gioco anche altre persone.

Venerdì. Non tutto è stato portato a termine. Ti riprometti di sbrigarlo nel fine settimana, così non si accumula. La libera professione può metterti di fronte anche a queste scelte, lo sai.

Sabato mattina. Fine dei vincoli esterni. I buoni propositi cadono ad ogni distrazione, ma non riesci nemmeno a prenderti le tue soddisfazioni. Non ti riposi perché dovresti lavorare; non lavori perché dovresti divertirti. 

(continua)

Fiducia: “Attribuzione di potenzialità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata da una vera o presunta affinità elettiva o da uno sperimentato margine di garanzia. (Dal lat. fiducia, der. di fiděre “fidare, fidarsi“)

(tratto da: Il dizionario della lingua italiana – Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli)

Leggo la definizione e mi sorge spontanea una domanda che potrebbe scatenare un putiferio:

sono gli altri che tradiscono la nostra fiducia o siamo noi che non sappiamo concederla alle persone giuste?

Pensavo a questa risposta anche qualche giorno fa quando ho constatato per l’ennesima volta (ma con immutato stupore) che anche i miei nipotini, malgrado siano molto piccoli, hanno già un sistema di calibrazione che permette loro di capire chi manterrà le promesse e chi non lo farà.

(continua)

Per tutti voi che mi seguite, mi leggete, mettete in pratica e state cambiando la vostra vita.
Per tutti voi che lo fate anche senza farmelo sapere. Non importa. E’ bellissimo anche così! :-)

Il tema del dimagrimento ricorre spesso in questi giorni. Sia per le donne che per gli uomini, indistintamente.

Colpa (o merito?) dei primi raggi di sole, del primo abbigliamento più leggero che scopre e lascia intravedere i rotolini indesiderati, della prospettiva dell’estate che si avvicina.

Fa un po’ lo stesso effetto del vedere indicato su una cartina: “tu sei qui“. Solo che tu non vorresti “essere qui”. Tu vorresti essere “là”, dove c’è l’immagine “ideale” di te. E allora scatta la decisione: “devo dimagrire!”

(continua)

Era impossibile che i bambini avessero passato tutta la vita con me senza imparare qualche cosa. Io avevo insegnato loro che il dolore non è importante e che il benessere fisico è importante.
Milton Erickson

futurejournalismproject:

World Press Freedom Day, Redux

Additional imagery from Reporters Without Borders to go along with our earlier post.

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(via coudrefilm)